Festival 8 Ambiente 2026
Quarta edizione da venerdì 18 Settembre a venerdì 16 ottobre 2026

Il progetto
La rassegna celebra i 30 anni di attività dell'Associazione Triciclo OdV ETS con quattro serate ad ingresso gratuito (dal 18 settembre al 16 ottobre 2026) tra cinema documentario, arte e dibattiti.
Festival 8 Ambiente promosso da Triciclo OdV si inserisce all’interno di iniziative per la valorizzazione del territorio attraverso proposte culturali organizzate negli spazi della Circoscrizione 8 di Torino insieme a numerosi partner.
Premessa
Durante lo svolgimento della manifestazione, è possibile visionare il resoconto delle serate tramite i link qui di seguito:
18 settembre prima proiezione "Kiss the Ground"
25 settembre seconda proiezione "Chemical Bros"
9 ottobre
16 ottobre
Festival 8 Ambiente 2026 - Quarta edizione
Quattro serate dedicate a cinema, arte e performances teatrali con il coinvolgimento dei giovani per riflettere su due temi che stanno avvelenando la contemporaneità:
- la crisi climatica antropogenica con il rapido aumento della temperatura globale causato dalle attività umane, in particolare dall'agricoltura intensiva e dal rilascio indiscriminato di sostanze inquinanti da molte aziende.
- le guerre che in modo sempre più massiccio e invasivo distruggono l'ambiente oltre alle vite di esseri umani e animali che vi abitano.
La rassegna, organizzata dall’Associazione Triciclo OdV con il contributo della Circoscrizione 8 di Torino e il patrocinio della Città di Torino, vede coinvolti sei partner: AIDO Piemonte OdV, Parrocchia Assunzione di Maria Vergine - Lingotto, APS Liberipensatori Paul Valéry, Associazione Manzoni People, Associazione Pro Natura Torino APS, Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro – WEEC Network ETS che contribuiscono all'ideazione, svolgimento e realizzazione della manifestazione con apporti e interventi di diverse tipologie.
Il progetto si avvale anche dell'erogazione di servizi gratuiti del CSV Vol.To di Torino
Il festival si svolgerà presso due sedi:
- le prime due serate nella sala della Casa del Quartiere San Salvario in via Oddino Morgari, 14 (TO)
- le altre due serate nella sala Molinari del Polo Culturale Lombroso16 in via Cesare Lombroso, 16 (TO)
Le quattro serate prevedono proiezioni, performance, dibattiti e incontri con esperti e con studenti delle scuole superiori di Torino.
Tutti i film, sono sottotitolati in italiano, quando in lingua straniera.
INGRESSO LIBERO E GRATUITO FINO A ESAURIMENTO POSTI
Prenotazione consigliata: https://bit.ly/iosì
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Vedi/scarica i materiali promozionali del programma della manifestazione in formato pdf.
locandina
cartolina
pieghevole
comunicato stampa
Come nelle precedenti edizioni, la manifestazione vuole essere un contributo al perseguimento dei Goals dell'agenda 2030.
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Programma
Tutte le serate si svolgono il venerdì sera alle 20:45 nelle due sedi indicate.
Per vedere le descrizioni degli eventi, clicca su: vai agli approfondimenti.
Prima serata
Venerdì 18 Sett – 20:45
Sala della CdQ San Salvario - via Morgari 14, Torino
Kiss the Ground - 85’ - USA, Francia, Uganda, Cina, Zimbabwe - anno 2020 - regia: Josh Tickell, Rebecca Harrell Tickell
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Seconda serata
Venerdì 25 Sett – 20:45
Sala della CdQ San Salvario - via Morgari 14, Torino
Chemical Bros - 75’ - Italia - anno 2022 - regia: Massimiliano Mazzotta
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Terza serata
Venerdì 9 Ott – 20:45
Sala del Polo Culturale Lombroso16 - via Lombroso 16, Torino
Footprints of War - 44’ - Germania - anno 2013 - regia: Max Mönch
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Quarta serata
Venerdì 16 ott – 20:45
Sala del Polo Culturale Lombroso16 - via Lombroso 16, Torino
Divia - 79’ - Polonia, Ucraina, Olanda, USA, - anno 2025 - Regia: Dmytro Hreshko
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Info utili
Luogo:
venerdì 18 e 25 settembre, CdQ San Salvario - via Morgari 14, Torino tel. 0116686772
venerdì 9 e 16 ottobre, Polo Culturale Lombroso16 - via Lombroso 16, Torino tel 393 2191838
Contatti stampa: Giorgio Tartara –
Approfondimenti della programmazione delle serate
Venerdì 18 Sett – 20:45
Sala della CdQ San Salvario - via Morgari 14, Torino
Kiss the Ground
85’ - USA, Francia, Uganda, Cina, Zimbabwe - anno 2020
di Josh Tickell e Rebecca Harrell Tickell. In inglese, sottotitolato in italiano.

Docufilm che riassume 7 anni di lavoro che hanno compreso la raccolta di dati, consulenze scientifiche, testimonianze di attivisti ed esperti per trovare un modo per combattere il cambiamento climatico attraverso il suolo.
All’interno del documentario viene fatta una “denuncia” della tradizionale forma di agricoltura che causa un impatto negativo sul suolo, attraverso l’uso di pesticidi e di un sommovimento profondo del terreno con macchinari sempre più invasivi.
L’agricoltura rigenerativa, invece, permette di utilizzare tecniche di coltivazione che permettono di sfruttare le proprietà e le risorse offerte dalla terra, evitando un eccessivo sfruttamento del suolo.
Il film, oltre al coinvolgimento di grandi attori americani come Gisele Bündchen, Tom Brady, Ian Somerhalder e altri, presenta scienziati, agricoltori e ambientalisti che esplorano l'importante ruolo che un suolo più sano svolge per una migliore salute umana e del pianeta.
Al termine della proiezione interverrà il Prof. Massimo Blandino,
Professore associato presso UniTo, Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari.
Ci parlerà di agricoltura rigenerativa con particolare riferimento ai sistemi colturali cerealicoli europei, illustrando le specificità di questo modello di agricoltura e le sue relazioni con la gestione dell'agroecosistema, le filiere agroalimentari e il cambiamento climatico.
Vedi scarica il Comunicato Stampa dedicato.
Per approfondire la conoscenza del film vedi la scheda sul nostro sito.
Racconto della serata
Una bella affluenza di pubblico per la serata inaugurale del Festival 8 Ambiente quarta edizione 2026.
Dopo i saluti iniziali, il presidente di Triciclo ha ricordato che "nel corrente anno, Triciclo OdV compie 30 anni di ostinata attività, con i cittadini e nelle scuole, per la cura dell’ambiente per diffondere semi di consapevolezza e buone pratiche rivolte al cambio dei nostri stili di vita, utili a contribuire ai processi di adattamento e mitigazione della crisi climatica che stiamo vivendo" e che da "dieci anni l'associazione organizza proiezioni di docufilm con dibattiti, approfondimenti e coinvolgimento dei giovani".
Ha infine ringraziato tutti gli artefici della buona riuscita dell'iniziativa: dai volontari ai partner del progetto, alla Citta di Torino, alla Circoscrizione 8 di Torino che con il suo contributo rende possibile realizzare la manifestazione.
Ha poi dato la parola alla Coordinatrice della VI commissione della Circoscrizione 8, Giovanna Garrone, che ha rivolto un breve saluto ai presenti sottolineando l'importanza di trovarsi insieme per fronteggiare l'ansia che spesso ci provoca la crisi climatica. Informarsi anche tramite la visione dei documentari e il confronto con gli esperti e discutere aumenta la consapevolezza e permette di individuare linee di speranza.
La volontaria Marzia Baracchino, organizzatrice e conduttrice della serata, ha introdotto alla visione della pellicola serata fornendo indicazioni sui registi e sulle caratteristiche del filmato e sulle opportunità di conoscenza che contiene.
Ha quindi presentato il Prof. Massimo Blandino, Professore associato presso UniTo, Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari.
Il pubblico ha seguito con grande attenzione la proiezione di Kiss the Ground e, successivamente, l'intervento del Prof. Blandino che ha illustrato l'impatto dell'agricoltura sul cambiamento climatico e le sfide da affrontare per garantire la sicurezza alimentare. Ha presentato alcuni progetti universitari attualmente in corso: il Progetto Smart (Agricoltura di Precisione); il Progetto Rigenera (Sostituzione); Progetto Radice (Riprogettazione dei Sistemi Cerealicolturali).
Il professore ha poi risposto alle numerose domande del pubblico con uno scambio stimolante e ricco di informazioni.


Il giornalista Giovanni Teolis ha intervistato il Professore Massimo Blandino che ha aiutato il pubblico a entrare in un argomento complesso senza scorciatoie, ma anche senza trasformarlo in una questione riservata agli specialisti.
Perché il suolo è così importante quando si parla di clima? Per capirlo bisogna partire da un dato essenziale: il terreno non è una superficie inerte. Al suo interno si trovano sostanza organica, microrganismi, radici, acqua, nutrienti e soprattutto una quantità enorme di carbonio. «L’agricoltura e la gestione del suolo hanno un duplice effetto», spiega Blandino. «Da una parte il suolo rappresenta un’enorme riserva di carbonio, una delle più grandi che abbiamo a disposizione. Aumentare questa riserva in forma stabile può contribuire a mitigare il cambiamento climatico e a compensare, almeno in parte, le emissioni di CO₂ prodotte dalle attività umane». Ma il processo può funzionare anche nella direzione opposta. «L’agricoltura può infatti contribuire a liberare carbonio dal terreno. Una parte delle emissioni è diretta (consumo di energia), mentre un’altra è indiretta e deriva dalla mineralizzazione della sostanza organica». In parole semplici, ciò che era conservato nel suolo può essere trasformato nuovamente in anidride carbonica e tornare nell’atmosfera. [...]
leggi/scarica tutto l'articolo con l'intervista.
Vedi/scarica il Comunicato Stampa della serata e di rilancio per le prossime.
Vedi tutte le foto sull'album di Flickr.
Venerdì 25 Sett – 20:45
Sala della CdQ San Salvario - via Morgari 14, Torino
Chemical Bros
75’ - Italia - anno 2022
di Massimiliano Mazzotta. In italiano.

Un'indagine che mostra le terribili conseguenze della produzione e dell'utilizzo del fluoro.
Dalle miniere di Silius in Sardegna, dove viene estratto il minerale, si parte per un viaggio che tocca le numerose realtà coinvolte come il Veneto ed il parco nazionale del Derbyshire in Inghilterra. Il documentario presenta le realtà coinvolte nell'estrazione, lavorazione e produzioni industriali che subiscono le conseguenze nella vita di tutti i giorni.
Vengono poi evidenziate le diverse reazioni dell'opinione pubblica e dei lavoratori stessi nel momento in cui prendono coscienza dello stato delle cose. Gli interrogativi posti da Chemical Bros sono tanti, uno fra tutti, la storica questione posta dalla produzione nel sistema capitalistico: il profitto davanti a tutto, davanti alla tutela dell'ambiente e alla salute delle persone, dei lavoratori e delle comunità.
Al termine della proiezione interverrà Enzo Ferrara: presidente del Centro Studi Sereno Regis, lavora all’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica, è direttore di redazione di «Medicina Democratica» che ha collaborato alla produzione del film, fa parte della direzione aggiunta della rivista "Epidemiologia e Prevenzione". Collabora con le riviste «Gli asini», «Altronovecento» e Visions for Sustainability"
Per approfondire la conoscenza del film vedi la scheda sul nostro sito.
Vedi scarica il Comunicato Stampa dedicato.
Racconto della serata
La Vicepresidente Rosina Rondelli, ha introdotto la serata e presentato l'ospite, Enzo Ferrara, Presidente del Centro Studi sereno Regis di Torino.
Vedi il video della presentazione su YouTube.
Il film proiettato e la relazione di Enzo Ferrara che ha dialogato a lungo con il pubblico in sala, hanno suscitato in tutti i presenti forti emozioni di fronte alla difficoltà di difendersi di fronte a questo tipo di inquinamento industriale che devasta l'ambiente e mina la salute delle persone.
Emblematica una frase di una delle persone coinvolte in Veneto dall'inquinamento delle falde acquifere provocato dalla ditta Miteni, che dice che la fanno ridere quelli che dicono che ci si deve difendere dalle intrusioni, ma se il pericolo arriva dal rubinetto di casa nell'acqua che uso
ogni giorno, come ci si può difendere?
Nel dialogo con Enzo Ferrara sono stati affrontati molti aspetti del tema.
Un esempio è costituito dalle difficoltà scientifiche e legali nel monitoraggio e nella bonifica delle sostanze chimiche tossiche come i Pfas e l'amianto che possono essere così sintetizzate:
PFAS (Pifas):
Difficoltà scientifiche:
- Mancanza di metodi di analisi standardizzati e di sostanze di riferimento pure al 100% per sviluppare misurazioni precise.
- Le aziende chimiche spesso non condividono i propri metodi di analisi, rendendo difficile il controllo esterno.
- La certificazione delle metodologie è costosa e richiede attrezzature specifiche e personale dedicato.
- Difficoltà legali:
- Le analisi effettuate non sono sempre riconosciute come valide in sede giuridica se non eseguite da laboratori accreditati o da esperti con competenze riconosciute.
- Manca una struttura pubblica internazionale che sovrintenda e accrediti tali analisi.
Ai presenti sono stati forniti documenti di approfondimento del film con:
- la mappatura dei luoghi in cui si sviluppa la narrazione. Leggilo/scaricalo qui.
- la presenza dell'inquinante PFAS nella vita quotidiana. Leggilo/scaricalo qui.
Il giornalista Giovanni Teolis ha intervistato Enzo Ferrara che, oltre a chiarire alcuni punti del filmato, ha dischiuso più ampi orizzonti sul problema trattato.
“Chemical Bros”: quando il fluoro “vivacissimo e avidissimo” attraversa i territori e arriva nelle nostre vite
«Vivacissimo e avidissimo». È così che Primo Levi descrive il fluoro ne Il sistema periodico, nell’incipit del racconto Argon. Due parole che Enzo Ferrara richiama a margine della proiezione torinese di Chemical Bros, presentato nell’ambito del Festival 8 Ambiente promosso dall’Associazione Triciclo OdV ETS, e che sembrano contenere già una parte della forza del documentario del regista Massimiliano Mazzotta. «Il fluoro è un elemento strategico, utilizzato in numerosi processi industriali, ma proprio per le sue caratteristiche può generare anche problematiche ambientali molto rilevanti. È una sostanza che entra in tante lavorazioni e che per questo obbliga a guardare non soltanto al prodotto finale, ma anche a ciò che accade lungo tutta la filiera». È attorno a questa ambivalenza che il film costruisce il suo viaggio: dalle miniere di Silius, in Sardegna, alle lavorazioni che interessano diversi territori dell’isola e del Veneto, fino al parco nazionale del Derbyshire, nel Regno Unito. Lungo il percorso si intrecciano testimonianze di lavoratori, cittadini, medici e ambientalisti con monitoraggi, dati e indagini, ricomponendo una filiera complessa. E portando soprattutto in primo piano ciò che spesso resta sullo sfondo: le conseguenze che i processi produttivi possono lasciare nei territori e nella vita quotidiana delle persone che li abitano.
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Vedi tutte le foto sull'album di Flickr.
Venerdì 9 Ott – 20:45
Sala del Polo Culturale Lombroso16 - via Lombroso 16, Torino
Footprints of War
44’ - Germania - anno 2013
di Max Mönch. In inglese, sottotitolato in italiano.
Vedi/scarica il Comunicato Stampa dedicato alla serata.

Docufilm che racconta l'evoluzione delle distruzioni e dell'inquinamento provocate dagli eserciti e dall'uso di armamenti sempre più letali nel corso del 1900. Intere aree contaminate da radiazioni nucleari, milioni di tonnellate di armamenti affondati in mare o territori devastati da agenti chimici, per non parlare delle massicce emissioni inquinanti dei mezzi militari in tutto il mondo.
L’impatto ambientale sul nostro Pianeta è, ed è stato, devastante in questi ultimi decenni di storia bellica. Come racconta Max M. Mönch, che ci guida in un viaggio attraverso un secolo di guerre che, a partire dai campi di battaglia europei della Prima guerra mondiale e alle armi affondate nei mari al termine del conflitto, arriva alle scorie nucleari sovietiche che giacciono al largo delle coste norvegesi, passando per i fiumi e le terre del Vietnam inquinate irrimediabilmente dall’agente orange statunitense.
Al termine della proiezione ci sarà la partecipazione di Stefania Rosso, Direttrice Artistica della Aps Liberipensatori Paul Valéry che coinvolgerà gli studenti delle scuole superiori presenti in sala con una performance artistica sul tema della guerra.
Sarà infatti presente un gruppo di studenti del Liceo Salesiano Valsalice di Torino, accompagnati dalla Prof.ssa Giuliana Losana, docente di Fisica. Gli studenti, prima della proiezione sono stati coinvolti in una attività di approfondimento presso il loro istituto.
Per approfondire la conoscenza del film vedi la scheda sul nostro sito.
Racconto della serata
La serata ha visto la sala gremita a testimonianza dell'interesse suscitato dall'argomento: esplorazione e sensibilizzazione sulle conseguenze ambientali a lungo termine delle guerre, un tema spesso trascurato rispetto ai danni immediati dei conflitti.
Alla proiezione hanno partecipato in modo attivo gli studenti della classe 1A del Liceo Classico Valsalice, accompagnati dalla Professoressa Giuliana Losana.
Giorgio Tartara, presidente di Triciclo, ha curato i saluti iniziali e i ringraziamenti ai volontari.
La vicepresidente, Rosina Rondelli, ha introdotto il tema dell'evento.

Stefania Rosso, direttrice artistica dell'APS Liberipensatori Paul Valéry, ha raccontato come si è realizzata la collaborazione con gli studenti per la performance teatrale.
Il giornalista Giovanni Teolis ha intervistato Stefania Rosso e ne ha tratto un articolo molto interessante.
Dalla collaborazione con Triciclo alla performance degli studenti del Valsalice, un percorso che unisce arte, sensibilità ambientale e nuove generazioni
"Per la direttrice artistica di Liberipensatori Paul Valéry, il palcoscenico diventa uno spazio in cui i ragazzi possono raccontare il mondo attraverso le proprie emozioni.
A curare il lavoro teatrale è stata Stefania Rosso, direttrice artistica dell'APS Liberipensatori Paul Valéry, che ha accompagnato i ragazzi nel trasformare le emozioni e le suggestioni lasciate dal film in una performance collettiva. Il risultato è stato uno dei momenti più coinvolgenti della serata: vedere un tema così complesso prendere forma attraverso le parole, i gesti e soprattutto lo sguardo delle nuove generazioni. Sul palco non è arrivata soltanto una restituzione del documentario, ma un'interpretazione personale di ciò che aveva maggiormente colpito gli studenti, dando al pubblico la possibilità di osservare la questione ambientale da una prospettiva diversa, più giovane e immediata."
Leggi/scarica tutto l'articolo in formato PDF.
In seguito l'intera serata è stata condotta dalle studentesse e dagli studenti della classe e si è articola in diverse fasi che hanno visto anche il coinvolgimento del pubblico.
Gli studenti hanno introdotto il documentario e la sua tematica. Vedi le slide di presentazione preparate dagli studenti.
Subito dopo hanno svolto un un breve sondaggio interattivo realizzato da loro per coinvolgere gli spettatori.
La proiezione e la performance teatrale
È seguita la proiezione del docufilm, dopo la quale si è svolta l'emozionante performance teatrale realizzata dagli studenti insieme a Stefania Rosso, pensata per esprimere sentimenti e reazioni alla guerra attraverso il linguaggio artistico.
Vedi il video della performance sul canale YouTube di Triciclo.

Attualizzazione del tema
Infine le ragazze e ragazzi della classe hanno voluto, attraverso una serie di slide commentate con vera professionalità, presentare una attualizzazione del tema, illustrando le conseguenze ambientali delle guerre più recenti e successive al periodo raccontato nel film, del 2014. L'attenzione si è così spostata sull'impatto contemporaneo delle attività militari e dei conflitti in corso.
Le guerre non terminano con i trattati di pace, ma lasciano conseguenze durature e devastanti sull'ambiente, la salute umana e le risorse globali, influenzando le generazioni future e sfidando il concetto stesso di sostenibilità e sicurezza.
I punti chiave delle argomentazioni presentate, si possono così riassumere:
- Impatto a lungo termine delle guerre passate:
- Il suolo e l'ambiente rimangono contaminati da bombe e sostanze chimiche per decenni, impedendo la crescita e l'uso del terreno.
- La terra, prima un semplice "campo", diventa un "campo di battaglia" con "munizioni" e "sostanze chimiche" che persistono anche dopo la fine della guerra.
- Vengono evidenziate le "vecchie ferite mai curate" e i "confini tracciati solo con l'inchiostro" in un'area geografica e sociale tormentata dalle conseguenze belliche.
- Quattro scenari contemporanei di impatto militare-ambientale:
Guerre spaziali e inquinamento orbitale:- Lo spazio è un campo di scontro ideologico-tecnologico da 80 anni, cruciale per il controllo di missili e telecomunicazioni (es. Starlink).
- L'accumulo di oggetti tecnologici causa la "sindrome di Kessler" (collisioni a catena di satelliti) che genera migliaia di detriti di grandi dimensioni.
- Questi detriti, insieme a nerofumo e ossido di alluminio, alterano gli equilibri atmosferici, danneggiando lo strato di ozono vitale per la protezione dalle radiazioni UV.
- Impatto ambientale dei poligoni militari in Italia (Sardegna):
- La Sardegna dedica oltre 30.000 ettari a poligoni di tiro (es. Salto di Quirra, Capo Teulada), dove si spara oltre l'80% delle munizioni nazionali.

- Viene rilasciata un'enorme quantità di metalli pesanti (piombo, cadmio), contaminando l'ambiente al punto che dal 2025 non è più possibile il pascolo degli animali.
- La "sindrome di Quirra" (malformazioni e malattie) è stata riscontrata in civili e militari, con processi archiviati per insufficienza di prove.
- Le aree sono considerate industriali, con controlli meno stringenti sulla bonifica, nonostante parziali compensazioni economiche.
- La Sardegna dedica oltre 30.000 ettari a poligoni di tiro (es. Salto di Quirra, Capo Teulada), dove si spara oltre l'80% delle munizioni nazionali.
- Guerra tecnologica e consumi legati all'intelligenza artificiale militare:
- I dati precisi sono coperti da segreto militare.
- Capitale finanziario: Tra il 2022 e il 2026, 32 miliardi di dollari sono stati investiti in IA militare, denaro che potrebbe essere stato destinato ad altri settori. Gli Stati Uniti h
anno ridotto i fondi per la ricerca scientifica per privilegiare la tecnologia militare. - Energia e acqua: I data center nel complesso, compresi quelli militari, consumeranno 945 TWh di elettricità entro il 2030 e richiederanno 9,3 miliardi di litri d'acqua. Un semplice testo generato da IA consuma mezzo litro d'acqua; i software militari complessi ne richiedono 1500 volte di più.
- Minerali e risorse: Per un computer militare avanzato sono necessarie ingenti quantità di materie prime. I chip militari, costantemente sostituiti, generano 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti tecnologici all'anno, di cui solo il 20% viene riciclato.
Conflitti specifici: Repubblica Democratica del Congo (RDC) e Ucraina/Russia:- RDC: La guerra civile, sostenuta da stati esteri per l'accaparramento di minerali preziosi, causa deforestazione massiva della foresta pluviale, inquinamento fluviale e un aumento delle temperature, influenzando il clima globale.
Ucraina/Russia: I bombardamenti di raffinerie e l'uso di munizioni causano inquinamento del suolo e dell'aria con tossine (metalli pesanti, diossine) che entrano nella catena alimentare. Le mine e gli ordigni inesplosi contaminano i terreni agricoli. Il crollo della diga di Kakhovka (2023) ha compromesso gli ecosistemi del fiume Dnipro e del Mar Nero, con la diffusione di sostanze tossiche.
Vedi le slide preparate dagli studenti in formato PDF.
La conclusione della serata
Gli studenti hanno poi fornito i risultati del sondaggio sulla consapevolezza pubblica:
- La maggior parte delle persone non aveva visto il film specifico, ma ha apprezzato la presentazione.
- C'è un forte consenso sull'importanza di trattare questi argomenti nelle scuole.
- La maggior parte degli intervistati (90%) riconosce che le guerre hanno conseguenze che vanno oltre i trattati di pace.
- L'impatto delle guerre sull'ambiente naturale è stato votato come l'aspetto più significativo del film (45%), mentre le malformazioni fisiche delle vittime hanno ricevuto meno attenzione (9,7%), evidenziando una possibile lacuna nella percezione delle conseguenze più dirette sull'uomo.
- Nessuno ha creduto che una guerra passata non influenzi chi non l'ha vissuta, ma si spera che la discussione abbia chiarito quanto questo impatto sia profondo e duraturo.
Hanno poi tratto, tra gli applausi del pubblico, le conclusioni della serata suggellata da una bella fotografia di gruppo.


Il dibattito ha evidenziato due aspetti principali:
1. Si parla troppo poco dell'impatto delle guerre sull'ambiente; è impossibile parlare di sostenibilità senza affrontare questo fattore.
2. La vera vulnerabilità risiede in queste conseguenze, e la sicurezza non può essere acquisita con le armi, ma piuttosto salvaguardando il futuro del nostro pianeta. La priorità ambientale deve prevalere sulla priorità bellica ed economica, poiché la natura è fondamentale per la nostra vita.
Vedi tutte le fotografie della serata sull'album di Flickr
Venerdì 16 ott – 20:45
Sala del Polo Culturale Lombroso16 - via Lombroso 16, Torino
Divia
79’ - Polonia, Ucraina, Olanda, USA, - anno 2025
di Dmytro Hreshko.
Vedi/scarica il Comunicato Stampa dedicato alla serata.

Docufilm con un taglio ambientale molto particolare che illustra come, al di là delle tragiche vicende belliche, l'invasione russa ha avuto un'influenza catastrofica sul paesaggio e sulla natura dell'Ucraina.
Una vita che prima era armoniosa è stata bruciata dal fuoco della battaglia. Con l'arrivo della primavera, la natura si rianima e porta nuova vita tra gli animali, nonostante i danni irreversibili. L'enorme portata della tragedia ci priva della speranza di un immediato recupero naturale con la bonifica dei resti della guerra.
I missili, i droni, i razzi e le cannonate hanno polverizzato vaste aree naturali, raso al suolo foreste, butterato di colpi intere pianure, distrutto deliberatamente dighe, inquinato specchi d’acqua, e di conseguenza sterminato migliaia di capi di bestiame e di animali domestici, alterando per anni e anni a venire un delicato equilibrio ambientale che concorreva alla bellezza di quella terra.
Alla Proiezione interverrà un gruppo di studenti del Liceo Statale Regina Margherita di Torino, accompagnati dalla Prof.ssa Elisabetta Balbiano, docente di Diritto. Gli studenti, prima della proiezione sono stati coinvolti in una attività di approfondimento presso il loro istituto.
Per approfondire vedi la scheda sul nostro sito.