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Kiss the Ground

PosterGenere: docufilm
Anno: 2020
Paese: USA, Francia, Uganda, Cina, Zimbabwe
Durata: 75’
Regista: Josh Tickell, Rebecca Harrell Tickell
Interpreti: Gisele Bündchen, Tom Brady, Ian Somerhalder e altri. Molti personaggi e attivisti per l’ambiente.
Voce narrante: Il film è narrato dall'attore Woody Harrelson
Musica: Mike Meeker e Ryan Demaree
Animations: PIC Agency
Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=K3-V1j-zMZw
Premi: Il film ha avuto numerose nomination e premi che si possono consultare qui.

Regista

Diretto da Josh Tickell e Rebecca Harrell Tickell
Josh TickellJosh Tickell è uno scrittore, regista ed esperto di sostenibilità.
Nel 1997 Tickell ha attirato l’attenzione di tutto il mondo guidando attraverso gli Stati Uniti un “Veggie Van” alimentato con olio di patatine fritte e dando il via alla rivoluzione del biodiesel.
Il suo viaggio è culminato nel 2008 con l’uscita del suo primo lungometraggio, Fuel che ha vinto il Premio del Pubblico al Sundance come Miglior Documentario, è stato candidato agli Oscar, è stato proiettato alla Casa Bianca ed è uscito nelle sale di tutto il mondo. Tickell e sua moglie, nonché sua partner alla regia, Rebecca Tickell, hanno realizzato numerosi film ambientali pluripremiati, tra cui The Big Fix, Pump, Good Fortune e The Earthing Movie.
Nel 2017, Tickell ha pubblicato il suo libro, “Kiss the Ground: How the Food You Eat Can Reverse Climate Change, Heal Your Body and Ultimately Save the World” (Kiss the Ground: come il cibo che mangi può invertire il cambiamento climatico, curare il tuo corpo e, in ultima analisi, salvare il mondo).
L’ultimo libro di Josh, “The Revolution Generation – How Millennials can Save the World Before It’s Too Late” (La generazione della rivoluzione – come i millennial possono salvare il mondo prima che sia troppo tardi), offre ai giovani gli strumenti necessari per rimodellare il potere politico, cambiare il dibattito sul clima e salvare gli ecosistemi del Pianeta Terra. Il documentario dallo stesso titolo è presentato e narrato da Michelle Rodriguez.

Rebecca TickellRebecca Tickell è regista, produttrice, autrice e attivista ambientale. Ha prodotto il film a tema ambientale Fuel, vincitore del Premio del Pubblico al Sundance, e ha co-diretto e co-prodotto “The Big Fix”, selezionato nella “Selezione Ufficiale” del Festival di Cannes del 2011. Ha trascorso diversi anni a documentare gli impatti e le cause alla radice della fuoriuscita di petrolio della BP. Durante le indagini sulla fuoriuscita si è ammalata e ha riportato danni permanenti a causa dell’esposizione al petrolio e al disperdente presenti nell’atmosfera. Il suo debutto alla regia (insieme al marito Josh) è stato il documentario acclamato dalla critica Pump, narrato da Jason Bateman. Ha diretto e prodotto la storia di John Paul DeJoria, Good Fortune, il fenomeno di YouTube The Earthing Movie, nonché il documentario The Revolution Generation e il film di finzione Heartland.

Nel 2020, dopo 7 anni di lavoro, Harrell Tickell e suo marito Josh Tickell hanno lanciato il documentario co-diretto, Kiss the Ground, che promuove il ripristino dei suoli attraverso l'agricoltura rigenerativa come soluzione al cambiamento climatico e al degrado del suolo, spiegando in dettaglio come gli effetti del cambiamento climatico possano essere invertiti attraverso la rigenerazione dei suoli di tutto il mondo.

Il film

Immagine promozionaleDocufilm che riassume 7 anni di lavoro per raccolta di dati, consulenze scientifiche, testimonianze di attivisti ed esperti, utili a trovare un modo per combattere il cambiamento climatico attraverso il suolo.

All’interno del documentario viene fatta una “denuncia” della tradizionale forma di agricoltura che causa un impatto negativo sul suolo, attraverso l’uso di pesticidi e di un sommovimento profondo del terreno con macchinari sempre più invasivi.

L’agricoltura rigenerativa, invece, permette di utilizzare tecniche di coltivazione che permettono di sfruttare le proprietà e le risorse offerte dalla terra, evitando un eccessivo sfruttamento del suolo.

Doniga and familyIl film presenta scienziati, agricoltori e ambientalisti che esplorano l'importante ruolo che ha un suolo più sano per assicurare la salute dell'uomo e del pianeta.
Narrato dall'attore Woody Harrelson, vanta un cast stellare che include Gisele Bündchen, Tom Brady e altri.
Cast completo a questo link.

Il vero cuore pulsante del documentario è rappresentato dalle storie di riscatto e trasformazione degli agricoltori reali. Due figure, in particolare, incarnano il passaggio dall'agricoltura intensiva convenzionale a quella rigenerativa.
1. Gabe Brown: Il pioniere del riscatto economico
Gabe BrownLa storia di Gabe Brown, un allevatore e agricoltore del Nord Dakota, è considerata uno dei segmenti più potenti e istruttivi del film.
• Il punto di rottura: verso la metà degli anni '90, una serie di disastri naturali consecutivi (tra cui grandinate devastanti e siccità estreme) distrusse completamente i suoi raccolti. Sull'orlo del fallimento finanziario e impossibilitato a comprare i costosi fertilizzanti chimici e pesticidi, Brown si trovò costretto a cambiare radicalmente approccio per sopravvivere.
• La svolta storica: Brown iniziò a studiare i diari storici di Thomas Jefferson per capire come si coltivasse prima dell'avvento della chimica industriale. Decise di smettere di arare il terreno (tecnica no-till), inserì "colture di copertura" diversificate per nutrire il suolo e reintrodusse il bestiame al pascolo dinamico.
• Il risultato: il suo terreno si trasformò da un deserto arido e compatto a una spugna scura ricca di humus, capace di trattenere l'acqua e resistere alle intemperie. Oggi la sua azienda agricola è una delle più redditizie e resilienti degli Stati Uniti, dimostrando che la sostenibilità ambientale coincide con il profitto economico.

2. Ray Archuleta: L'agronomo che ha dovuto "disimparare"
Ray ArchuletaRay Archuleta ha lavorato per oltre trent'anni come scienziato della conservazione del suolo per il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti (USDA). Nel documentario rappresenta la voce della consapevolezza scientifica ed emotiva.
• Il dogma della chimica: Archuleta racconta di come per decenni la sua formazione accademica gli avesse insegnato a considerare la terra come un supporto inerte da "bombardare" e manipolare con prodotti chimici per forzare la produzione.
• La conversione: visitando proprio la fattoria di Gabe Brown e studiando i principi della biologia del suolo, Archuleta ha compreso che il sistema accademico convenzionale poggiava su premesse errate che stavano uccidendo i microrganismi della terra.
• La missione attuale: nel film, armato di un semplice test dell'infiltrazione dell'acqua, viaggia per gli Stati Uniti insegnando agli agricoltori a guardare il suolo come un organismo vivente. Insieme a Brown ha poi fondato la società di consulenza Understanding Ag e la Soil Health Academy per guidare la transizione globale.

Altri esempi di rigenerazione nel film
Will Harris• La gestione del bestiame di Will Harris (White Oak Pastures): il documentario mostra come l'allevamento non sia necessariamente il nemico del clima. Attraverso il pascolo pianificato e intensivo (ispirato agli studi del controverso ecologo Allan Savory), le mandrie calpestano e fertilizzano la terra imitando i grandi flussi migratori dei bisonti del passato, trasformando i pascoli degradati in oasi di biodiversità che assorbono carbonio.
• Il Plateau di Loess in Cina: su scala più vasta, il film mostra l'incredibile storia della rigenerazione di loess plateauun'area grande quanto il Belgio. Un tempo ridotto a un deserto di polvere a causa di secoli di sfruttamento agricolo, il territorio è stato completamente rigenerato grazie a un massiccio piano governativo e comunitario basato sul rimboschimento e sul terrazzamento, riportando l'agricoltura e l'acqua dove sembrava impossibile.

La critica
Il documentario Kiss the Ground ha ricevuto ampi elogi per il suo messaggio di speranza incentrato sull'agricoltura rigenerativa, ricevendo un'accoglienza molto positiva dal pubblico e da parte della critica specializzata.
Ma è stato anche oggetto di critiche mirate da parte di scienziati, attivisti e critici cinematografici.

I principali elogi e punti di forza evidenziati nelle recensioni includono:

  • Iniezione di ottimismo: a differenza di molti documentari ambientali che adottano un tono catastrofista, la critica ha lodato il film per la sua capacità di generare speranza. Recensori come quelli del The New York Times, hanno sottolineato come l'opera riesca a trasmettere un raro e stimolante senso di fiducia nel futuro del pianeta.
  • Accessibilità della scienza: il film è stato ampiamente apprezzato per la sua capacità di tradurre concetti complessi di bio-sequestro e microbiologia del suolo in nozioni semplici, digeribili e visivamente accattivanti. L'uso di grafiche avanzate e filmati della NASA e del NOAA aiuta a rendere la tesi scientifica chiara a chiunque.
  • Coinvolgimento e narrazione: la narrazione calda di Woody Harrelson e il supporto di attivisti famosi (come Ian Somerhalder, Gisele Bündchen e Patricia Arquette) sono stati considerati ottimi "ganci" per attirare l'attenzione del grande pubblico. Tuttavia, le recensioni sottolineano che la vera forza emotiva risiede nelle storie reali dei pastori e degli agricoltori impegnati sul campo.
  • Potenza visiva delle soluzioni: la regia di Joshua e Rebecca Harrell Tickell eccelle nel mostrare l'efficacia pratica dell'agricoltura rigenerativa attraverso forti giustapposizioni visive, come il contrasto tra terreni desertificati e lussureggianti aree rigenerate (ad esempio, il Plateau di Loess in Cina).
  • Atto di coraggio politico: diverse analisi indipendenti, come evidenziato su piattaforme di settore e testate come L'Indipendente hanno elogiato il coraggio del documentario nel denunciare apertamente il sistema di incentivi e sussidi statali americani che, di fatto, premiano l'agricoltura intensiva ed estrattiva basata sulle monocolture.

Le principali obiezioni mosse alla pellicola si dividono in quattro filoni tematici ben precisi:

  • Semplificazione e scetticismo scientifico
    • Ottimismo eccessivo sullo stoccaggio di carbonio: molti scienziati ed esperti di clima sostengono che il film presenti il sequestro del carbonio nel suolo come una "soluzione definitiva" e miracolosa. Nella realtà, la misurazione del carbonio sotterraneo è complessa, i tassi di assorbimento tendono a diminuire nel tempo e le pratiche di aratura future rischiano di rilasciare nuovamente i gas serra nell'atmosfera.
    • Mancanza di dati rigorosi: riviste di settore come Agdaily hanno criticato l'assenza di citazioni precise per alcune statistiche presentate e una tendenza al sensazionalismo e all'allarmismo scientifico non supportato da un consenso accademico unanime (ad esempio sul legame netto tra glifosato e cancro nel modo in cui viene accennato).
  • La questione dell'allevamento di bestiame
    • Consumo di suolo non sostenibile: il documentario promuove il pascolo turnato basato sulle teorie di Allan Savory. Gli esperti sottolineano però che l'allevamento rigenerativo richiede da 2 a 2,5 volte più spazio rispetto agli allevamenti intensivi convenzionali. Di conseguenza, non esiste abbastanza terra sul pianeta per soddisfare l'attuale consumo globale di carne con questo metodo.
    • Minimizzazione delle emissioni: il film tende a ignorare che la priorità assoluta per molti climatologi resta la riduzione drastica del consumo di carne e latticini, piuttosto che la compensazione delle emissioni tramite il suolo.

ndr. Secondo noi di Triciclo, il problema va visto esattamente in questa prospettiva di decremento del consumo di carne e latticini e abbandono dei sistemi di allevamento intensivo.

  • Proteste di agricoltori di colore e indigeniMancanza di inclusività e giustizia sociale
    • Esclusione delle minoranze: una delle critiche più dure, sollevata in approfondimenti, riguarda la quasi totale assenza di agricoltori e scienziati non bianchi. Secondo queste critiche, su 84 minuti di documentario, lo spazio concesso a voci di colore o indigene è inferiore ai 5 minuti totali.
    • Appropriazione culturale delle pratiche: il film presenta l'agricoltura rigenerativa come una "nuova scoperta" o una grande intuizione occidentale, omettendo il fatto che queste tecniche di cura della terra appartengono a tradizioni indigene millenarie. Non affronta inoltre i problemi sistematici legati allo sfruttamento della manodopera agricola e alla concentrazione delle proprietà terriere.
  • Scelte narrative e di cast
    • Uso eccessivo di celebrità, la massiccia presenza di star di Hollywood (Gisele Bündchen, Ian Somerhalder, Patricia Arquette) è stata vista da alcuni critici come un tentativo superficiale di dare spettacolo ("razzle dazzle"), che toglie spazio e autorevolezza alle storie dei veri agricoltori in prima linea.
    • Vaghezza politica:un critico del The New York Times ha fatto notare come il documentario accusi genericamente il governo statunitense di non supportare le iniziative climatiche senza però fare nomi o contestualizzare politicamente le responsabilità dei passati decreti istituzionali.

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Leggi/scarica alcune informazioni relative all'Agricoltura Rigenerativa in Italia e in Piemonte.

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