La sesta estinzione
Elizabeth Kolbert "La sesta estinzione – una storia innaturale"
Editore Neri Pozza, Vicenza – prima edizione 2014
L’autrice
Elizabeth Kolbert è nata nel 1961 a New York.
Scrittrice e giornalista statunitense, è stata redattrice del Times dal 1992 al 1997; dal 1999 fa parte dello staff del New Yorker. È specializzata in temi ambientali quali il cambiamento climatico e riscaldamento globale.
Con il libro di cui ci occupiamo ha vinto il Premio Pulitzer per la saggistica. “La sesta estinzione” ha raggiunto immediatamente i primi posti delle classifiche di non-fiction ed è stato acquistato dai maggiori editori mondiali.
Dei suoi saggi, sono tradotti in italiano:
- Cronache da una catastrofe: viaggio in un pianeta in pericolo: dal cambiamento climatico alla mutazione delle specie, San Lazzaro di Savena, edizioni Nuovi mondi media 2006
- La sesta estinzione: una storia innaturale, edizioni Neri Pozza, 2014
- Sotto un cielo bianco. La natura del futuro, edizioni Neri Pozza, 2022
Il sito ufficiale di Elizabeth Kolbert è https://sites.prh.com/elizabethkolbert
Il libro
Sulla copertina del libro c’è la fotografia di una rana gialla, sullo sfondo di una metropoli inquinata. È la “rana dorata di Panama” (Atelopus zeteki) che è ormai quasi estinta. Infatti oggi gli anfibi sono la classe di animali più a rischio sul pianeta. [la fotografia della rana dorata riportata più sotto è di Brian Gratwicke]
Per approfondire si veda il sito WWF https://www.wwf.it/specie-e-habitat/specie/anfibi/
La storia narrata in questo libro ha inizio circa duecentomila anni fa quando compare in una zona dell’Africa orientale una nuova specie animale. Tra le sue caratteristiche non c’è una particolare forza o rapidità di movimenti, non si riproduce neppure in modo particolarmente rapido.
Tuttavia, i suoi membri hanno una forte spinta a muoversi cercando nuovi habitat al di là di fiumi, monti, estese pianure, mari. Si nutrono cacciando e raccogliendo i frutti della terra. Arrivano in Europa dove si mescolano con creature simili a loro e spesso le combattono e sterminano.
In seguito il loro numero cresce in modo impressionante, tanto da provocare l’alterazione della vita sul pianeta: abbattono intere foreste, trasportano animali e organismi da un continente a un altro.
Infine scoprono e imparano a utilizzare grandi riserve sotterranee di energia, e progressivamente modificano le caratteristiche fisiche dell’atmosfera turbando gli equilibri climatici dei territori e modificando la struttura chimica di mari e oceani al punto da causare l’estinzione e l’emigrazione di numerose forme di vita animali e vegetali.
Questa specie, a un certo punto della sua storia, si è data un nome altisonante: «specie dell’homo sapiens». L’homo sapiens ha causato catastrofi così gravi che cinque di esse sono chiamate «Big Five».
La sesta estinzione racconta la storia di queste cinque estinzioni «Big Five» per spiegare come gli esseri umani stanno provocando un altro allarmante evento che è conosciuto come la Sesta Estinzione.
Siamo così entrati nell’era “Antropocene”, un’epoca geologica sotto molti aspetti dominata dall’uomo come afferma, Paul Crutzen, un chimico olandese
(premio Nobel per gli studi sulla fascia dell’ozono) che per primo ne diffuse l’uso. Per approfondire il significato di Antropocene https://it.wikipedia.org/wiki/Antropocene .
“Homo sapiens è forse sul punto di causare una catastrofica crisi biologica, la sesta estinzione di massa, appunto. Come si legge su un cartello piazzato nella Sala della Biodiversità dell’Università di Stanford: «portando all’estinzione le altre specie, il genere umano sta recidendo il ramo su cui esso stesso si posa” (da una recensione pubblicato sul sito UAAR cui rimandiamo per ulteriori approfondimenti https://www.uaar.it/libri/sesta-estinzione/).
“La sesta estinzione – una storia innaturale” è un libro avvincente come un romanzo in cui l’autrice “conduce il lettore nei luoghi di questa Estinzione attraverso un avvincente racconto in cui all’entusiasmo per le nuove, recenti conoscenze sull’argomento si unisce l’orrore che esso comporta” (dalla terza di copertina).
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Torino gennaio 2024