CineBarrito Ambiente 2021
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Da domenica 10 ottobre a domenica 7 novembre 2021 torna con la sua quinta edizione “CineBarrito Ambiente”, rassegna cinematografica di educazione ambientale i cui film sono selezionati dal Festival CinemAmbiente. È un’iniziativa di Triciclo OdV, in collaborazione con Casa del Quartiere Barrito, CinemAmbiente Torino; con il contributo della Circoscrizione 8 della Città di Torino; media partner Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé Futuro Onlus.
La rassegna si compone di cinque serate di proiezioni gratuite a tema ecologico, che si svolgeranno al Barrito in via Tepice 23/c a Torino; ingresso libero fino a esaurimento posti, nel rispetto delle norme anti Covid-19.
Cinque serate di proiezioni a ingresso libero ma con PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
che si svolgeranno nel salone della
Casa del Quartiere Barrito
via Tepice, 23/c - Torino
Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti
realizzate con il sostegno della
Circoscrizione 8 della Città di Torino
inserite in CinemAmbiente Tour
Regole di partecipazione nel rispetto delle norme anti Covid-19 in vigore.
Per prenotare il posto per la visione dei film si deve compilare questo form
Il modulo va compilato per ogni film al quale si desidera assistere ed è strettamente personale per cui è necessario un modulo per ogni persona anche nel caso di un nucleo familiare in quanto il numero totale dei posti è contingentato.
Scarica i materiali in pdf
Programma
Tutte le proiezioni avverranno alle 20:30 - Si prega di accedere con anticipo per espletare le procedure relative alle misure di sicurezza anti Covid-19. La sala sarà aperta dalle 20:10
Domenica 10/10/2021
Ultima chiamata, last call
ATTENZIONE: A CAUSA DI UN GUASTO AL VIDEOPROIETTORE LA PROIEZIONE DEL 10/10 è STATA ANNULLATA e verrà effettuata DOMENICA 14 NOVEMBRE
Domenica 17/10/2021
The Green Lie, la bugia verde
Regista Werner Boote - 2018, Austria, durata 97’
Il regista
Werner Boote studia alla Film Academy di Vienna. Realizza numerosi corti dedicati alla musica e all'arte prima di dirigere il lungometraggio Plastic Planet (2010) selezionato e premiato in numerosissimi festival.
Il film
Quanto influiscono le nostre decisioni d'acquisto sullo sviluppo dell'economia sostenibile? I "prodotti verdi" industriali sono da considerarsi tali o non costituiscono piuttosto una mera strategia di vendita? Da questi dubbi prende il via l'indagine di Werner Boote e dell'ecologista Kathrin Hartmann, che sulle orme della comunicazione "greenwashing" di certe imprese, si inoltra in alcune delle aree più soggette alla politica ingannevole delle aziende. Dal disastro causato dalla BP nella piattaforma petrolifera Deepwater Horizon di Grand Isle agli incendi delle foreste pluviali indonesiane scatenati dai produttori di olio di palma, fino agli effetti dell'allevamento di bestiame sulle popolazioni indigene in Brasile, un dibattito intenso e rivelatore a cui prendono parte anche le eminenti voci di Noam Chomsky e Raj Patel.
Trailer https://www.youtube.com/watch?v=1SMX2Ma5YPQ&ab_channel=CinemAmbiente
Vai alla scheda del film
La serata
Un pubblico giovane ha seguito con interesse la proiezione al termine della quale un gruppetto di partecipanti si è disposto in cerchio per discutere le impressioni sul film e per fare alcune considerazioni riguardanti il tema della sostenibilità in ambito aziendale, nella produzione di prodotti di uso comune e nella scelta che ricade sul consumatore finale tra un prodotto sostenibile e uno non.
Domenica 24/10/2021
“The Last Pig”
Regista Allison Argo – 2017, USA, 54’.
La regista
Allison Argo, attiva nel documentario da circa venticinque anni, è nota per le sue storie forti e i ritratti ravvicinati di animali in pericolo. Vincitrice di sei Emmy Award e di oltre cinquanta premi internazionali, ha prodotto, scritto e diretto film trasmessi da PBS e National Geographic.
Il film
Il documentario racconta l’ultimo anno di macellazione di suini da parte di un allevatore che ha deciso di non volere più allevare animali per il macello. Mano a mano prende forma una meditazione sulla vita, sulla morte e su cosa significhi essere una creatura senziente con il potere di uccidere. La cura verso gli animali, l'atmosfera bucolica e i ritmi tranquilli della fattoria vengono rotti dai viaggi settimanali verso il mattatoio mentre, attraverso sparse riflessioni intime, il protagonista rivela il crescente conflitto di una vita trascorsa "smerciando morte", accompagnata da fantasmi che lo perseguiteranno per sempre.
Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=ji52IYHLXLM
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La serata
Buon successo della proiezione che ha scosso le abitudini di consumo alimentare dei presenti. Conclusa la proiezione, come di consueto, c'è stato uno scambio di osservazioni, condotto dalla Vicepresidente Rosina Rondelli, tra un gruppetto di partecipanti: alcuni spettatori sono stati fortemente impressionati dal filmato e messi in crisi sul proprio consumo di carne di maiale; altri hanno osservato che il film comunicava soprattutto il travaglio interiore dell’allevatore protagonista anche grazie al montaggio suggestivo e al forte contrasto tra i paesaggi bucolici e la crudezza del macello. Constatazione condivisa è stata quella che ognuno di noi, se conosce da vicino gli animali allevati a scopo alimentare, va in crisi.

Domenica 31/11/2021
“Oceani, il mistero della plastica scomparsa”
Regista Vincent Perazio – 2016, Francia, 53’.
Il regista
Vincent Perazio, laureato in Scienze Politiche, segue i maggiori eventi sportivi per varie emittenti televisive. Attraverso la Vendée Globe, scopre l'ambiente marino e i problemi che ne minacciano l'equilibrio. Attualmente affronta temi ambientali in particolare per la rete franco-tedesca Arte.
Il film
Solo l'1% della plastica che fluttua negli oceani raggiunge le coste o rimane intrappolata nei ghiacci artici. Del restante 99%, stimato intorno a centinaia di migliaia di tonnellate, si sa ancora troppo poco. Non essendo biodegradabile, la plastica non scompare, semplicemente si rompe in microparticelle tossiche, in gran parte invisibili all'occhio umano. Tale processo di trasformazione sta dando vita a un nuovo ecosistema: la plastisfera. È così sempre più urgente indagare il fenomeno e le sue conseguenze: dove si trovano queste particelle? Ingerite dagli organismi o depositate sul fondo marino? E qual è il loro impatto sulla catena alimentare?
Trailer: https://youtu.be/TfmNP-kx9pA
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La serata
Alla serata ha partecipato lo scrittore e giornalista Franco Borgogno, esperto dei temi trattati dal documentario e autore di ‘Un mare di plastica’ e ‘Plastica, la soluzione siamo noi. Storie di donne, uomini e bambini che fanno la cosa giusta’. Franco Borgogno ha codotto il dibattito
fornendo ai presenti un aggiornamento in materia di studi sull’inquinamento da plastica rispetto al film che si riferisce a dati antecedenti al 2016. Ha affermato con forza che la plastica è il peggior elemento inquinante per l’ambiente in quanto è presente ormai in una infinità di oggetti che utilizziamo e buttiamo quotidianamente. Borgogno ha ribadito che l’imperativo categorico da diffondere è che non bisogno più costruire nulla con la plastica, in particolare i prodotti usa e getta, perché il oro utilizzo crea molti problemi all'ambiente. In conclusione Borgogno commentando la molte iniziative che si organizzano per ripulire parchi, spiagge ecc. ha evidenziato che servono sì a ripulire spazi naturali, ma che soprattutto rendono le persone consapevoli di quanti rifiuti ci sono ormai attorno a noi, dei quali nemmeno ci accorgiamo più: quando al termine dell’attività le persone contano i sacchi di rifiuti che hanno contribuito a riempire, sono veramente allibite, perché non pensavano di poterne trovare così tanti, come succede anche ai nostri volontari quando partecipano a queste iniziative.

Domenica 7/11/2020
Sandgrains
Regista Gabriel Manrique e Jordie Montevecchi - 2013 - Gran Bretagna, durata 57'
I registi
Gabriel Manrique
E' un regista e videografo di documentari che si occupa di problemi sociali e problemi ambientali. Crede che i documentari dovrebbero attrarre un pubblico più ampio e che dovrebbero sforzarsi di promuovere un vero cambiamento sociale. Il suo Il primo lungometraggio documentario Porters of the Inca Trail è stato programmato in TV ed è stato proiettato in vari festival. Ha un master in Digital Documentary e laurea in Media and Anthropology.
Jordie Montevecchi
E' una regista di documentari freelance con un background nel sociale e antropologia. Come regista, produttore, cameraman e montatore per Matchbox Media, è ispirato dall'esplorazione della diversità culturale e dalla sfida di rappresentarlo attraverso il film. Ha esperienza in prima linea lavorando in pre e post-produzione per broadcaster come Al Jazeera English e Sky Italia. La passione di Jordie sta nell'utilizzare video documentari per affrontare importanti questioni sociali e sperimentando nuovi modi con cui la programmazione fattuale può determinare un cambiamento significativo nella società.
Il film
Ogni giorno possiamo venire a conoscenza di nuove “interconnessioni” tra la nostra alimentazione globalizzata, la povertà e la fame di persone che vivono un po’ più lontano da noi, la rottura di equilibri naturali che fino a poco tempo fa rendevano “normale” la vita di quelle persone, la distruzione di ecosistemi che rende impossibile l’agricoltura e quindi l’alimentazione!
E’ questo il messaggio del documentario “Sandgrains”, prodotto nel 2013 con una collaborazione di Gran Bretagna, Capo Verde e Belgio, per la regia di J. Montevecchi e G. Manrique, destinatario di numerosi premi internazionali, che l’associazione Triciclo si propone di diffondere.
A narrarci la situazione della pesca a Capo Verde è Zé, un capoverdiano che vive in Svezia, dove è diventato un bravo calciatore e che, dopo dieci anni, ritorna a far visita alla sua isola e alla spiaggia coperta di sabbia vellutata dove aveva imparato a tirare calci a un pallone. Con sua grande costernazione vede che la spiaggia non c’è più e che rimangono solo grandi sassi, mentre la sua famiglia, la cui principale occupazione e risorsa un tempo era la pesca, ora estrae sabbia dal fondo dell’oceano per venderla come cemento a buon mercato. Il documentario attraverso una ricerca sul campo cerca di dare una risposta legata al fenomeno della pesca globale che svuota i mari di tutto il mondo.
Un esponente locale di Green Peace, con cui Zé si intrattiene, ammonisce che negli ultimi cinquant’anni il consumo di pesce nel nord del mondo è molto cresciuto, per cui sono state esaurite le riserve europee e ora gli europei hanno comunque i mezzi per andare a cercare il pesce altrove, mettendo a repentaglio altre riserve ittiche e conclude ricordandoci che 28 milioni di persone sulla terra, per la loro sopravvivenza, dipendono dalla pesca e, di queste, il 97% vive nel sud del mondo: quando l’oceano sarà un “deserto liquido” come si sfameranno?
Trailer https://www.youtube.com/watch?v=VQ059quPBE8
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La serata
La proiezione è stata seguita da un pubblico in prevalenza giovane. Il film a cui Triciclo è particolarmente legato per via dei microprogetti a favore dei giovani e delle famiglie in stato di fragilità in due isole dell'arcipelago di Capo Verde, oggetto del documentario, è stato presentato dal socio Nicola Scibillia che ha poi anche condotto la discussione con il pubblico. Dagli interventi dei presenti sono emerse interessanti considerazioni riguardanti il tema della pesca sostenibile, la scelta e il consumo di pesce nei paesi occidentali e le tradizioni culinarie orientali.

Domenica 14/11/2021
Ultima chiamata, last call
Regista: Enrico Cerasuolo - 2013, Italia, durata 90’
Il regista
Si è laureato in scienze politiche ed è presidente della casa di produzione Zenit Arti Audiovisive sin dalla sua fondazione nel 1992.
Il film
Commissionato al Mit dal Club di Roma fondato da Aurelio Peccei e pubblicato nel 1972, il Rapporto sui limiti dello sviluppo fu il primo studio da cui emerse con chiarezza come le conseguenze della continua crescita della popolazione umana (con relativi ritmi dell'industrializzazione, dell'inquinamento, della produzione di cibo e dello sfruttamento delle risorse) potevano essere devastanti per l'intero ecosistema terrestre, oltre a mettere a rischio la stessa sopravvivenza della specie umana. A quarant'anni di distanza, ripercorrendo le biografie degli ideatori e autori del volume, si cerca quindi di capire se abbiamo effettivamente ormai oltrepassato i limiti o se siamo ancora in tempo per un'ultima chiamata.
Trailer https://www.youtube.com/watch?v=7OFwre5JweI
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La serata
Il tempo freddo e piovoso e l'imperversare di raffreddori nella città di Torino, hanno costretto una parte dei prenotati al ritiro. Gli eroici superstiti hanno però molto apprezzato il filmato presentato dalla Vicepresidente Rosina Rondelli. Infatti i presenti, che non conoscevano né il Club di Roma né il testo “Limits to Growth” (pubblicato in italiano con il titolo “I limiti dello sviluppo”), né tanto meno la figura di Aurelio Peccei, che pure era nato a Torino e aveva collaborato intensamente con la FIAT negli anni settanta. Gli avvertimenti lanciati dal Club di Roma cinquant’anni fa hanno meravigliato per l’attualità dei rischi denunciati dall’uso senza criterio delle risorse naturali, così come hanno colpito tutte le critiche suscitate da altri esponenti del mondo scientifico; più scontate sono state le scelte in direzione opposta operate dai politici degli USA e non solo. Essendo inoltre reduci dalle conclusioni molto deludenti della COP 26, tutti sono stati concordi nel dire che comunque le manifestazioni dei cittadini devono continuare per esercitare una pressione importantissima affinchè le decisioni politiche si avvicinino sempre di più alle proposte degli scienziati.




